Le Vie dello Spirito

002 – Febbraio 2019

Carissimi amici e fratelli, il mese scorso vi ho mandato la Prima Parte della trascrizione di quanto ho detto a braccio durante la conferenza dal titolo “I Segni dei Tempi”, tenuta all’Hotel San Giorgio di Civitavecchia (Rm) il 16 dicembre 2018. Come già vi scrissi, il testo non nasce come testo scritto e così il linguaggio che vi riscontrerete riflette inevitabilmente quello parlato. Forse in alcuni passaggi la lettura non sarà sempre agevole, ma ci tengo a farvi partecipi dei contenuti trattati in funzione dei tempi che stiamo vivendo. Un caro abbraccio. Vostro fratello Giorgio

Conferenza “I Segni dei Tempi”
di Giorgio Dibitonto
Civitavecchia, 16 dicembre 2018
SECONDA PARTE

Cari amici e fratelli,
nella seconda parte della conferenza che ho tenuto a Civitavecchia, dopo una pausa di relax di qualche minuto, ho ripreso la parola e il dialogo con i presenti. Mi sono sentito di ripetere che tutti noi “siamo chiamati a un risveglio, a risvegliarci, a scuoterci da un certo torpore spirituale e a liberarci dalle false coscienze”, alle quali avevo fatto cenno poco prima. L’obiettivo è quello di riacquistare una coscienza di chi siamo e di quello che siamo venuti a fare in questo mondo.
A questo scopo, ho letto le parole del capitolo 10 di “Angeli in astronave”, la Donna Sublime: “«Noi», disse con voce accorata e soave, «invitiamo tutti gli uomini di buona volontà ad alzare gli occhi al cielo, a essere migliori anche soltanto per pochi minuti ogni giorno, ad aprire anche un solo spiraglio alla bontà e all’umiltà, affinché i loro occhi si possano aprire ed essi possano vedere chiaramente tutta la pericolosità dell’attuale situazione sulla Terra. Allora, e solo allora, noi potremo far penetrare nel loro cuore il nostro messaggio di speranza e di salvezza. Non occorre fare molto, ma quel poco si faccia in ogni cuore e nelle azioni semplici di ogni giorno».
Sospirò e disse ancora: «Nessuno, proprio nessuno, sulla Terra può ormai salvare il pianeta dalla rovina alla quale è stato avviato da uomini insensati. La salvezza verrà dal cielo; ma abbiamo bisogno della collaborazione di tutti, di un po’ di bontà e di conversione al bene che ognuno può operare in se stesso e dove vive: ognuno può mettere una piccola pietra; tante pietre saranno da noi radunate e poi faremo il resto affinché l’edificio dell’Amore e della salvezza sia edificato per il futuro»”.
Questo è un grande ammaestramento perché spesso pensiamo che se non facciamo cose eclatanti, se non facciamo chissà quali grandi cose, non stiamo facendo niente. Questa è una bella tentazione a non fare niente: sul piano dello Spirito, anche la minima cosa che facciamo con amore, che facciamo avendo coscienza di quello che facciamo, è una cosa sempre molto grande.
Dalle richieste del Cielo, non ci viene detto di fare chissà cosa, ma di mettere una piccola pietra ogni giorno affinché tante pietre vengano radunate da Loro, con l’assicurazione che Loro faranno il resto affinché l’edificio dell’Amore e della salvezza sia edificato per il futuro.
Il commento che sento di fare è proprio questo: ci viene chiesta una coscienza più consapevole, quella che ci suggerisce che possiamo operare sempre e in tutto uniti agli Angeli, a Gesù, alla Madre Celeste e a tutti i Fratelli Celesti che ci stanno conducendo e aiutando. Tutto il Cielo è impegnato con noi, con tutti gli uomini di buona volontà, in questo tempo finale. Nessuno di noi è poco importante, nessuno di noi ne è escluso o esente. Non è giusto sentirsi inutili. Il senso dell’inutilità è una tentazione veramente grande, di impotenza, che ci può portare al disimpegno spirituale.
Alla mia domanda: “Cosa posso fare io?”, gli Angeli risposero: “Tu puoi fare molto e sempre, anche nelle cose più piccole del quotidiano, se le vivi con amore e in unità con il Cielo!”.
Nel Vangelo di Matteo (24, 21-22), leggiamo le parole di Gesù: “… vi sarà allora una tribolazione grande, quale mai avvenne dall'inizio del mondo fino a ora, né mai più ci sarà. E se quei giorni non fossero abbreviati, nessun vivente si salverebbe; ma a causa degli eletti quei giorni saranno abbreviati”.
Questa citazione dal Vangelo è uno dei punti fondamentali: se quei giorni di grande tribolazione saranno abbreviati, è a causa degli eletti. Ma chi sono gli eletti? Se quella frase vale anche per noi, che stiamo vivendo quella grande tribolazione, non siamo allora forse anche noi quegli eletti? Lo siamo per quello che facciamo ogni giorno, per quella pietra che ogni giorno mettiamo, per quell’amore che ogni giorno facciamo prevalere, per tutte le scelte buone che ogni giorno facciamo, per quel poco o tanto bene che mettiamo per la giusta causa, per l’amarezza che la violenza e l’ingiustizia, la malattia e la morte portano nei nostri simili e in noi, per la nostra offerta a Dio con lo scopo di fare la nostra parte per arrestare l’ondata ormai non più arginabile di cose che non vanno bene in questo mondo votato alla distruzione su ogni piano.
Questa offerta quotidiana a Dio è preghiera di per se stessa. La nostra preghiera e la nostra offerta d’amore sono potenti presso il Cuore di Dio e di tutta la Fraternità Universale. In questa ottica e in questo spirito, tutto di noi pone quella piccola pietra quotidiana: ogni nostro respiro, ogni battito del nostro cuore, ogni nostro anelito al bene, all’amore universale…
Gli eletti sono coloro che soffrono e combattono, dentro se stessi e nel possibile anche fuori, ogni giorno per la giustizia, per l’amore universale, che attendono il nuovo mondo, che non vedono l’ora che sia cancellato il dolore, che siano tolte l’ingiustizia e la violenza e che desiderano profondamente che finalmente la vita sopravanzi la morte, che la luce faccia sparire le tenebre di questo mondo. Sono coloro che oppongono un sorriso alla tristezza, l’amore all’odio, la bontà alle rivendicazioni o vendette, che seminano luce e cose buone, per quanto possibile. Perché in questo mondo nulla è più facile!
Immaginate se vivessimo in una notte continua senza il sorgere del sole, e, nella disperazione di quella tenebra, ci dicessero: “Fra 12 ore sorge una nuova stella più fulgida del sole che ci salverà tutti e che illuminerà tutto con la sua luce vitale!”.
Qualcuno, sfiduciato, direbbe: “Come faccio a crederci? Quale fatica a credere a una simile fortuna, come faccio a credere una cosa così grande ora che sto vivendo in questo interminabile buio?”.
Chi invece ha fede e crede, direbbe: “Io ci credo perché ce lo ha detto Dio, ce lo hanno detto gli Angeli, ce lo hanno assicurato uomini pieni di vero spirito di profezia nelle Sacre Scritture, ce lo ripetono testimoni oculari attuali e tutti questi non ci hanno mai mentito. Tutto quello che ci hanno detto sinora si è avverato, perché allora non dovrebbe avverarsi questa promessa divina?”.
Noi che viviamo questo buio spirituale e temporale, ci possiamo credere perché le profezie ci sono state date dal Cielo, perché vediamo ogni mattina il miracolo del sole che sorge e che silenziosamente allontana tutte le tenebre della notte e tutto il buio diventa luce e fulgore. Questa immagine è di per se stessa un preannuncio, un segno possente e semplice della bontà del Creatore verso tutti noi, verso anche chi fa fatica a credere.
È importante che questa alba preannunciata, che questa aurora profetizzata, che questo sorgere del nuovo sole siano anzitutto dentro di noi; se gli uomini aprono il cuore, si avvedono che tutto questo è già detto e presente nel cuore di ogni uomo. C’è l’esperienza di quanto è scritto nel nostro spirito. Questa certezza c’è. Per questo c’è questa attesa. Ce lo hanno confermato gli Angeli, i Fratelli Celesti, Gesù e la Madre Divina.
Ecco che allora noi, se siamo fra quegli uomini di buona volontà, se siamo fra quegli eletti, siamo in questo mondo a sopportare, a subire, a operare e a offrire, come hanno fatto Gesù Cristo e tanti altri. E allora sentiamo che tutti noi siamo attivi attori, cooperatori, siamo tutti uniti in un solo cuore, in un solo intento, in una sola forza, in una sola ondata di luce contro le tenebre. E dall’Alto tutto viene raccolto di noi e tutto viene messo in opera per questo giorno ormai alla sua alba. Vedremo il cambiamento universale affrettarsi, fare capolino, ne vedremo tutti i segni credibili!
Più vedremo crescere i guai di questo mondo, più, invece di abbandonarci alla disperazione, ai pensieri neri, a dire “che cosa succederà” …, saremo consapevoli che man mano che l’ondata negativa di questo mondo sarà forte, avanzata, prossima a creare più grandi problemi, più alzeremo gli occhi al cielo, verso l’orizzonte che mostrerà la nascita di questo nuovo sole. Tutto è ormai prossimo, vicino; questo ce lo dicevano gli Angeli.
In questa fede e in questa ottica, gli uomini di buona volontà, gli eletti, i cooperatori del Cielo, coloro che Dio si è scelti, non disperano, non si abbandonano alle paure e alle angosce. Più vedono la desolazione crescere in questo mondo, più vedono il pericolo avanzare, e più alzano gli occhi al Cielo pieni di gratitudine nell’attesa fiduciosa dell’imminente ritorno di Gesù Cristo che farà nuove tutte le cose. Eppure tutto questo è già cominciato. Se apriamo il cuore e gli occhi dello spirito, possiamo intravedere con chiarezza che tutto questo è già cominciato…
Il male fa molto chiasso, è molto rumoroso, maleducato, grossolano, infido, maligno. Il bene è silenzioso, educato, leggero, affidabile, benigno. Guardate il sole, segno di vita e del bene: in un attimo sorge e silenziosamente va sino al suo pieno mezzogiorno. Anche questo ce lo dicevano gli Angeli.
A proposito di chi siamo e del perché siamo in questo mondo, voglio anche citare un brano della Bibbia. In Genesi troviamo scritto, al capitolo primo: “Dio creò l’uomo a sua immagine, a sua immagine lo creò. Maschio e femmina li creò. Dio li benedisse e disse loro: Siate fecondi e moltiplicatevi. Riempite la Terra…”. E poi dice: “Riempite la Terra, soggiogatela e dominatela. Dominate sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo e su ogni essere vivente che striscia sulla Terra”.
Ora la Bibbia è un testo sacro. I testi sacri non possono essere letti così alla lettera, come si legge un giornale. Altrimenti si possono prendere delle grandi cantonate e fraintendere il vero significato di quanto vi si esprime. I testi sacri hanno bisogno di una lettura in un codice profetico, necessitano di una lettura spirituale, alla luce dell’Amore Universale. Dio, gli Angeli, i profeti non hanno scritto pagine di Sacra Scrittura conformemente alle logiche di questo mondo. Non sarebbe Sacra Scrittura. Hanno però usato le parole di questa umanità. Ma lo Spirito di Dio pervade quelle parole.
Cosa vuole dire quando Genesi dice: “Soggiogate e dominate…la Terra?”. In questo mondo soggiogare e dominare sono due parole pesanti, molto sospette di violenza… In questa umanità, lo vediamo bene cosa significhi “soggiogare e dominare!”.
Potenti e persone più forti, prive di amore, pensano e dicono: “Se non ti fai soggiogare e dominare, ti combatto e anche… ti faccio fuori!... Così è fra le nazioni quando scoppiano le guerre. «O fate come diciamo noi o… vi spariamo addosso!»”.
Ma questo avviene, purtroppo spesso, anche fra le persone, fra gruppi di persone, a livello sociale e individuale.
La Sacra Scrittura non dice questo. “Dominare” è tradotto dal latino. Dominare in latino deriva da “dominus” che vuol dire signore. Dominus viene dalla parola “domus” che vuol dire casa. Nella Sacra Scrittura, dominare vuol dire: essere i signori, i signori della casa, della creazione, per servirla ed essere da essa serviti. Questo vuol dire.
Quando una persona è signore della casa, non è che si mette a rovinarla e a sparare addosso a tutti. Quando tu sei il signore di una casa, provvedi alla casa, metti le persone, insieme a te, in condizione di servire questa casa per esserne serviti. È un comando amorevole, non è un comando al modo di questo mondo.
Anche l’apostolo Paolo ci esorta a non leggere la Sacra Scrittura alla lettera perché la lettera uccide mentre lo Spirito dà la vita. Se noi leggiamo la Sacra Scrittura con questo intendimento spirituale, noi ne cogliamo il significato profondamente buono perché tutti i significati profondamente spirituali sono significati d’amore, di amore universale.
È stato chiesto all’uomo di essere il responsabile di questa casa che è la creazione, di servirla, di gestirla come “dominus”. L’uomo è signore della casa universale a immagine e somiglianza del Signore Dio, del Creatore, che serve tutto e tutti, che ci dà la vita e ce la conserva. L’uomo-signore ha avuto il compito di gestire le cose create per le finalità della vita della casa, della creazione, della casa comune. In questo lui stesso viene servito dalla creazione e dalle sue leggi universali.
Riprenderemo questo argomento nello scritto che vi invierò il mese prossimo. Intanto possiamo meditare queste cose che le Scritture ci suggeriscono, per comprendere sempre meglio chi siamo e perché siamo in missione in questo mondo.
(Continua)

FINE SECONDA PARTE