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Commenti dell'autore Giorgio Dibitonto

002 – 31 ottobre 2012

Dal libro "Angeli in astronave", Edizioni Mediterranee, Roma:

Nel capitolo sesto (L'astronave-madre) del libro "Angeli in astronave", ho scritto: L'aria ora pareva tiepida, come se fosse stata scaldata da quella luce che rallegrava il cuore. Una grande pace accomunava gli animi alla natura. I mezzi spaziali erano come presenze vive. "I terrestri", disse Raffaele che stava in mezzo ai suoi e teneva le gambe appena incrociate, "stanno impiegando enormi capitali per mettersi in contatto con noi nello spazio. E noi siamo dappertutto sulla Terra. Siamo qui in mezzo a voi. Ci siamo così come ora voi ci potete vedere e lo siamo con mezzi a voi sconosciuti. Molti sanno della nostra esistenza e della nostra presenza, eppure, dicono di ignorarci. Molti di coloro che ci avvistano vanno dicendo che ci comportiamo in modo irrazionale e bizzarro e che ci beffiamo di loro. Però non vogliono fare il breve passo che li porterebbe a capire il perché di tutto questo". Seguì un silenzio. Gioivo intimamente di quelle presenze e la quiete di quella notte memorabile fra i viaggiatori della luce. Ricordavo le parole che Raffaele aveva pronunciato all'incontro sulle alture di Zoagli, e mentalmente le confrontavo con quanto egli andava ora dicendo. Ero convinto che il giardino di Eden fosse stato deturpato e reso irriconoscibile dagli uomini ribelli all'Amore del Padre Creatore. Il solo stare con quei fratelli mi faceva sentire e comprendere tante cose: avrei voluto che quella notte non terminasse mai. "Alcuni", riprese Raffaele, "si stanno chiedendo se esistiamo". E si dicono: "Se gli extraterrestri esistono, perché non si mostrano a tutti e non ci contattano nel modo giusto?". Ma moltissimi uomini della Terra sanno benissimo che noi esistiamo realmente e che non condividiamo i loro obiettivi egoistici e bellicosi. Essi, in realtà, vorrebbero averci in loro potere per avere da noi conoscenze che darebbero loro possibilità ancora più deleterie e prepotenti. Ecco perché noi operiamo in modo adatto ad evitare simili rischi e attendiamo il momento nel quale sarà possibile dare ai fratelli della Terra conoscenza affinché la usino secondo le leggi universali date ai figli di Dio".

Breve commento dell'autore, Giorgio Dibitonto:

Lo scopo di questa testimonianza è quello di fare conoscere le meraviglie del Cielo presente fra di noi terrestri. I Fratelli Celesti sono fra di noi e, se questo pare impossibile a chi non crede, il cuore di chi ha fede se ne rallegra grandemente. Quando chiedemmo ai Fratelli dello Spazio di darci qualche prova per essere creduti, ci fu risposto che non ce l'avrebbero data. Perché coloro che non credono, che non hanno questa fede nel cuore, non avrebbero comunque creduto e non sarebbe stato possibile superare la loro incredulità e diffidenza con delle prove materiali. La fede è l'apertura del cuore, attraverso la quale il nostro spirito vede e crede.
In merito a questo incontro, scrissi: "L'aria ora pareva tiepida, come se fosse stata scaldata da quella luce che rallegrava il cuore. Una grande pace accomunava gli animi alla natura. I mezzi spaziali erano come presenze vive".
Voglio sottolineare che quando Loro si manifestano, veramente il creato sembra cambiare e svelare qualcosa di profondo che abitualmente non siamo soliti cogliere e vedere. La natura ridiventa davvero amica e una luce e una gioia insolita si manifestano donando una gioia profonda che non può essere toccata da niente. È il frutto della pace che Essi emanano che si fonde con la pace impressa nella natura. Anche i loro mezzi spaziali parevano creature vive perché pervasi dal loro spirito, dal loro cuore, dalla loro volontà di compiere una missione d'amore presso di noi, loro fratelli.
I Fratelli parevano non curarsi molto del fatto che alcuni dicano o no di credere. Essi sostenevano che tutti coloro che hanno il cuor aperto, credono anche se lo negano a parole. E veramente provando la bellezza di stare in mezzo alla natura con Loro, ti rendi conto che qualcosa è intervenuto a rovinare quell'Eden di cui parlano le Scritture, ma ti accorgi anche che tutto non è irreparabile e che dipende anche da noi riaverlo. Questo è un messaggio silenzioso intercorso tra quei Fratelli e noi che li abbiamo incontrati.
L'obiezione citata da Raffaele è quella di molti terrestri e la sua risposta è chiara ed esemplare ed è anche un ammonimento. "Alcuni", riprese Raffaele, "si stanno chiedendo se esistiamo". E si dicono: "Se gli extraterrestri esistono, perché non si mostrano a tutti e non ci contattano nel modo giusto?". Ma moltissimi uomini della Terra sanno benissimo che noi esistiamo realmente e che non condividiamo i loro obiettivi egoistici e bellicosi. Essi, in realtà, vorrebbero averci in loro potere per avere da noi conoscenze che darebbero loro possibilità ancora più deleterie e prepotenti. Ecco perché noi operiamo in modo adatto ad evitare simili rischi e attendiamo il momento nel quale sarà possibile dare ai fratelli della Terra conoscenza affinché la usino secondo le leggi universali date ai figli di Dio".
Concludo dicendo che pretendere di possedere il regno di Dio senza avere operato in noi un vero cambiamento, significherebbe voler usare, proprio, come commenta l'arcangelo Raffaele, le cose superiori per fare danni maggiori. Allora, prima occorre porsi nella via del bene e convertire il proprio cuore, per constatare poi che il Cielo si andrà svelando sempre di più per darci quella pace e quella gioia.