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Commenti dell'autore Giorgio Dibitonto

003 – 23 novembre 2012

Dal libro "Angeli in astronave", Edizioni Mediterranee, Roma:

Carissimi, questa mattina gli occhi e il cuore sono andati ad un brano di "Angeli in astronave", all'inizio del capitolo quinto dal titolo "L'Essere Celestiale". Scrissi: "Raffaele tornò a parlarci nel cuore della notte e durante il giorno. Ci disse che quel nostro modo di comunicare è definito "contatto cosmico", e attraverso quel mezzo potevamo comunicare con lui ogni volta che lo volevamo. Ci insegnò anche alcune regole di prudenza: ogni volta che ci saremmo messi in contatto cosmico, avremmo dovuto pregare prima l'arcangelo Michele affinché ci proteggesse. «Chiamate Michele», ci disse, «e non avrete più nulla da temere!»; e noi così facevamo. Una notte, prima che prendessi sonno, Raffaele mi parlò e mi disse: «Ora disponiti alla serenità, poiché riceverai una visita». Rimasi in silenzio senza muovermi, rimuginando le sue parole. Pensavo al grande dono che mi era stato concesso, quello di poter comunicare coi fratelli. Sapevo che ogni fratello della Terra può parlare col suo spirito ai fratelli dello spazio. Mi era stato insegnato che nessuno è solo nel cosmo. E che i fratelli non abbandonano coloro che vivono nelle difficoltà del nostro pianeta. Essi seguono, assistono, operano in favore di chi si lascia aiutare e condurre. A volte lo fanno manifestandosi, altre volte danno segni del loro agire, altre ancora il loro intervento segue vie misteriose e non appare evidente. Ricordai la raccomandazione fattami da Raffaele a restare sereno, e mi rilassai più di quanto già non lo fossi".

Breve commento dell'autore, Giorgio Dibitonto:

"Raffaele tornò a parlarci nel cuore della notte e durante il giorno". Gli Angeli ci parlano, essi parlano nel loro modo angelico, ma ci parlano. Questo lo so per certo, dopo le esperienze fatte e gli insegnamenti ricevuti. E lo sa chiunque abbia fatto delle esperienze con Loro. Gli Angeli ci parlano di giorno con ispirazioni, pensieri, emozioni, sentimenti, fatti che accadono, segni e segnali che ci danno, in tantissimi modi. A Loro non manca il modo. Noi non siamo sempre attenti alle loro comunicazioni continue, spesso vogliamo che facciano come diciamo noi, che comunichino con noi secondo i nostri schemi e metodi umani. Ma non è così, a parte qualche volta che decidono di farlo per motivi sempre giusti. Gli Angeli non sono soggetti a errori come noi uomini. Essi vivono manifestamente nella Luce indefettibile di Dio, in una posizione assolutamente favorevole rispetto alla nostra. Possiamo dare Loro la nostra totale fiducia.
Il "contatto cosmico" avviene quando gli Angeli fanno sentire la loro presenza e la loro voce ai nostri sensi umani: l'udito, il tatto, l'olfatto, la vista… Mentre il contatto è spirituale quando avviene su un piano sottile che non tocca i nostri sensi fisici.
Il "contatto è cosmico" ha bisogno di protezione, della protezione di San Michele Arcangelo perché in questa dimensione esistono anche potenze negative che possono interferire se noi non siamo a posto interiormente. Con la preghiera invece facciamo in modo che gli Angeli possano tutelare totalmente il loro "contatto cosmico" con noi. In genere però il contatto è di ordine spirituale, anche se agisce sulla materia e sulle nostre situazioni anche umane e non solo spirituali. Questo canale è più sicuro, gode di maggiori protezioni e le interferenze del male sono molto meno possibili. La nostra fiducia in Loro, la nostra fede, ci ottiene sempre totale protezione nelle nostre comunicazioni con Loro. "Rimasi in silenzio senza muovermi, rimuginando le sue parole. Pensavo al grande dono che mi era stato concesso, quello di poter comunicare coi fratelli. Sapevo che ogni fratello della Terra può parlare col suo spirito ai fratelli dello spazio".
Questo dono non è stato concesso soltanto a me e a Tina, che abbiamo fatto quelle esperienze angeliche. È stato concesso a tutti i figli di Dio, ma non tutti ne hanno coscienza e non tutti credono di poter comunicare con gli Angeli. Alcuni ritengono di comunicare con loro all'unico modo umano che passa attraverso i sensi fisici e concludono di non poter avere nessun contatto con Loro.
Ognuno di noi può aprire il cuore per poter sapere che la nostra comunicazione maggiore con il Cielo presente fra di noi passa attraverso il nostro spirito. Infatti gli Angeli sono puri spiriti, che possono materializzarsi per rapportarsi a noi. E il nostro spirito è in grado di comunicare con il Cielo.
Diventa un modo di preghiera, anche se non necessariamente preghiera formale, ma soprattutto preghiera, comunicazione del cuore, dello spirito. Questo lo si impara, lo si sente e lo si può sviluppare, senza interferire con la nostra mente, ma restando abbandonati interiormente ai loro messaggi e ai loro segni.
"Ricordai la raccomandazione fattami da Raffaele a restare sereno, e mi rilassai più di quanto già non lo fossi". Occorre restare sereni, tranquilli, fiduciosi, senza fare in modo che la nostra mente interferisca e in questo modo potremmo scambiare un nostro pensiero con il loro.
Mi fu insegnato a non interferire, a non aggiungere nulla di mio e a lasciare che fluisse la realtà angelica nel mio spirito. Se lo si pensa pare difficile, se lo si fa diventa facile. Almeno per me è stato ed è così. Ma credo lo possa essere per tutti. Infatti gli Angeli ci dissero che quanto davano a uno, lo davano per tutti coloro che lo avrebbe voluto accogliere. "Sapevo che ogni fratello della Terra può parlare col suo spirito ai fratelli dello spazio". Quando si comincia ad avere la certezza della presenza degli Angeli accanto a noi e nella nostra vita, si perde man mano il senso della solitudine che spesso travaglia l'animo umano in questo mondo. "Mi era stato insegnato che nessuno è solo nel cosmo. E che i fratelli non abbandonano coloro che vivono nelle difficoltà del nostro pianeta. Essi seguono, assistono, operano in favore di chi si lascia aiutare e condurre. A volte lo fanno manifestandosi, altre volte danno segni del loro agire, altre ancora il loro intervento segue vie misteriose e non appare evidente".
Questa realtà che sperimentai manifestamente, mi accompagna e mi dà pace e forza sempre, anche nelle situazioni difficili e che a volte sembrano impossibili. Ma tutti noi possiamo fare questa esperienza, anche se le modalità potranno essere diverse.