Le Vie dello Spirito

001 – Gennaio 2019 - I segni dei tempi

Carissimi amici e fratelli, vi mando la trascrizione di quanto detto a braccio durante la conferenza dal titolo “I Segni dei Tempi”, che ho tenuto a Civitavecchia (Rm) il 16 dicembre 2018. Il testo non nasce come testo scritto e così il linguaggio che vi riscontrerete riflette inevitabilmente quello parlato. Forse non sarà sempre agevole la lettura in alcuni passaggi, ma ci tengo a farvi partecipi dei contenuti trattati in funzione dei tempi che stiamo vivendo.
Un caro abbraccio.
Vostro fratello Giorgio

Conferenza “I Segni dei Tempi”, di Giorgio Dibitonto
Civitavecchia, 16 dicembre 2018 - PRIMA PARTE


Cari amici e fratelli,

ho preparato qualche appunto, ma poi ci lasciamo guidare, ci lasciamo guidare… Che diciamo? Praticamente, “cosa diciamo” lo dice o uno che non ha niente da dire o uno che deve dire tante di quelle cose che non sa da che parte cominciare. Penso che noi siamo nel secondo caso… Allora, cominciamo a parlare degli Angeli, così ci introduciamo.
In tutte le manifestazioni, di qualsiasi tipo, dove sono venuti la Madonna, Gesù o altri Esseri… sempre queste grandi manifestazioni che ci sono state, sono state tutte preparate dagli Angeli. Perché è proprio il loro compito. Gli Angeli sono i mediatori, sono gli intercessori, sono i nostri custodi, sono gli accompagnatori… Senza gli Angeli sarebbe triste, no? Non è concepibile un mondo senza gli Angeli. Almeno, penso che anche voi siate d’accordo. Gli Angeli, cosa ci dicono? Intanto vogliono vedere le facce più sorridenti… capisco che uno può anche arrivare qua con un fardello bello grosso, ma adesso alleggeriamoci per un momento, dimentichiamoci tutte le cose pesanti, difficili, complicate, pericolose, dimentichiamoci tutto. Forse se stiamo un attimo di più cuore a cuore con gli Angeli, quando usciremo qualcosa sarà successo… succede spesso.
Il primo messaggio che gli Angeli portano, e che ci hanno portato, è che Loro ci sono, esistono. Questo è il primo messaggio. Quando una persona vede un Angelo, come è successo anche a me qualche anno fa, il primo messaggio che gli Angeli portano è questo: “Ci siamo, esistiamo…”. Non è un messaggio da poco; almeno per me non fu da poco
Il fatto che Loro ci sono ed esistono è una bella rivelazione, è un bel messaggio che arriva, che può veramente cambiare la nostra vita. Sono vicino a noi, ci amano, ci assistono, sono in missione presso di noi. Questo primo messaggio credo che sia per tutti così. Questo messaggio ci arriva attraverso delle manifestazioni come quelle che ho scritto in “Angeli in astronave” o attraverso altri modi dell’economia divina, infatti non tutti abbiamo ricevuto, riceviamo o riceveremo questo messaggio nello stesso modo.
Ho detto tante volte che ci sono persone che non hanno mai avuto delle visioni, che non hanno mai avuto cose eclatanti, anche se sono tanti coloro che le hanno avute. Ogni tanto qualcuno mi dice: “Beato te che le hai avute…”, ma poi scava, scava, i segni li hanno avuti e belli grandi! E quindi tutti quanti lo abbiamo ricevuto questo messaggio: qualcuno che non lo ha ricevuto esteriormente, lo ha ricevuto interiormente.
Ci sono delle certezze dentro di noi, che non hanno bisogno di riscontri esteriori. Altrimenti Gesù non avrebbe detto a Tommaso: “Perché mi hai veduto, hai creduto: beati quelli che pur non avendo visto crederanno!”
Non credo che Gesù abbia detto questo perché era un po’ sadico, non lo credo… Credo che lo abbia detto perché chi ha questa certezza dentro, e magari non ha avuto grandi riscontri fuori, credo che costui abbia degli occhi interiori molto aperti, tutte le potenze dell’anima e dello spirito molto attive, e quindi sa… E poi questi Angeli si manifestano con una grande bellezza. Sono proprio belli! … Questi Angeli sono belli dentro e fuori e ci vengono a dire che se tutti noi camminiamo nelle vie dell’Amore siamo belli… Quando quel giorno verrà in cui cadranno i veli di questa materia, ci accorgeremo di essere rivestiti della stessa bellezza di Dio, della sua stessa bellezza divina. Non c’è figlio del Padre che cammini nelle vie dell’Amore che non sia bello.
Qualcuno ha avuto qualche visione della propria interiorità e ne è rimasto estasiato. Tutti siamo belli se cerchiamo l’Amore, la giustizia, la fraternità, la tenerezza, la compassione, per quanto vogliamo camminare nelle vie dell’Amore.
C’è anche chi dice: “Ma perché sono così belli gli Angeli? Potrebbero anche essere brutti”. Io non lo credo perché li ho visti belli… Questa bellezza interiore negli Angeli si riflette anche nella loro bellezza esteriore, nella loro armonia esteriore. E Loro ci vedono oltre le sembianze umane che noi abbiamo. Quindi Loro vedono quanto l’Amore e la bellezza di Dio sono in noi.
Ci amano; ecco perché non ci trattano da fratelli di serie B. In questo mondo in generale chi è più potente guarda gli altri dalla sua ottica di essere potente, colui che comanda. Gli Angeli non fanno così, assolutamente. Gli Angeli ci considerano fratelli come Loro. Non hanno queste presunzioni perché la presunzione non fa parte dell’armonia, della bellezza e dell’Amore. Questo è un grande messaggio che è sempre opportuno ribadire.
Perché Loro si manifestano a delle persone? Si fanno vedere o danno segni talmente evidenti e talmente forti per cui queste persone dicono che ci sono e sono operanti; quindi possono testimoniarlo. Loro vogliono dei testimoni e tutti noi, che siamo stati toccati dal piano soprannaturale, dal piano superiore, tutti noi siamo testimoni di questo, ugualmente, sia chi come Tommaso ha toccato e ha visto, sia chi non come Tommaso ha visto e ha toccato lo stesso, ma in altro modo. Tutti siamo testimoni di questo. E poi c’è il grande messaggio apocalittico che ci hanno portato. Messaggio apocalittico non vuol dire messaggio catastrofico. Sapete che “apocalisse” è una parola greca che significa “rivelazione”. Sono venuti a darci luce sull’Apocalisse, la Rivelazione, a darci una luce sulla storia di questo mondo, sui destini di questo mondo. Sono venuti a dirci che tutte le profezie hanno profetizzato questo tempo che noi stiamo vivendo. Loro lo hanno definito “la fine dei tempi”, l’ultimo tempo, il tempo che precede il grande cambiamento, per cui non torneremo più ad essere in questo mondo così come siamo adesso. Sono venuti a dirci che è decretata la fine del dolore, la fine del male, la stessa fine della morte, della malattia, della violenza, di tutto quello che in questo mondo ci fa soffrire e ci fa star male e non ci piace.
Ecco quindi che le manifestazioni angeliche, le manifestazioni mariane e di altri Esseri, da un piano superiore, di questo tempo, vengono a darci essenzialmente questi due messaggi: il primo, che tutto quello che noi crediamo anche per fede, esiste, è reale su un altro piano; il secondo, che noi stiamo vivendo un tempo determinante, un tempo fondamentalmente conclusivo. Un tempo che conclude tutta la storia umana e che ci introduce al compimento di tutte quelle profezie che troviamo nella Bibbia e in mille altre sorgenti credibili che abbiamo accumulato durante i secoli e i millenni.
Se lo vogliamo vedere con il Vangelo, possiamo dire che il figliuol prodigo, che si è ridotto a mangiare le ghiande - in questo mondo ci stiamo riducendo davvero a mangiare le ghiande - questo figliuol prodigo finalmente si alza per fare ritorno alla Casa del Padre. Se la vogliamo vedere con il Vangelo.
Da tutti si sente dire che sono tempi duri, sempre più duri, sempre più difficili in tutti i sensi. Proviamo a trovare un settore, un campo dove le cose oggi vanno a meraviglia. È un po’ difficile, anche la scienza, che sta facendo progressi davvero grandi, purtroppo spesso va al servizio di una tecnologia distruttiva, di una tecnologia che fa gli interessi grandi di alcuni a discapito di tanti e tanti altri.
Una scienza che sta inventando cose che prima sembravano di fantascienza e che si stanno veramente dimostrando come cose scientificamente reali, ma servono, ad esempio, a preparare delle armi micidiali, davvero micidiali. Le grandi masse, sì, lo sanno, ma non si preoccupano più di tanto…
La scienza di per sé non è negativa, se fosse utilizzata soltanto al bene. La scienza è una grande cosa, ma purtroppo se ne impossessano i potenti, le grandi potenze… e le tecnologie che ne vengono fuori sono un disastro.
Per questo ci sono stati dati dagli Angeli, da Gesù, dalla Madonna, messaggi che mettono in evidenza rischi e pericoli che il nostro mondo sta correndo. So di non dirvi niente di nuovo. Non sono qua a raccontarvi una favola che voi non conoscevate. Ve la do come una rivelazione ricevuta.
In tutti questi anni ho insistito molto nel sottolineare tutte quelle parti positive, anche piacevoli, della rivelazione e delle manifestazioni che abbiamo vissuto. Questo era giusto ed è giusto anche continuare a farlo perché non dobbiamo inoltrarci in un campo negativo quando parliamo di cose spirituali, mistiche o che vengono da Lassù.
Forse sta arrivando o è già arrivato un tempo nel quale è anche giusto che noi abbiamo una coscienza maggiore di quello che il mondo ci sta preparando come di quello che Loro stanno facendo per aiutarci a superare queste gravissime difficoltà.
Quando uscì “Angeli in astronave”, agli inizi degli anni ’80, alcuni mi dissero che era un libro esagerato, pessimista, anche se questo non mi sembrava perché non è che il messaggio finiva male. Adesso, è il telegiornale che ci dice quanto dicono gli scienziati e cioè che, se non invertiamo la rotta, fra una ventina di anni la sopravvivenza sulla Terra comincerà a essere difficile.
Allora forse non era esagerato. Forse, siccome le profezie vengono date in anticipo, i profeti sono visti come uccelli del malaugurio, come gente che porta male. Forse per questo alcune persone scrivono che anni fa hanno buttato da una parte questo libro e ora lo hanno ripreso e riflettono.
Apocalisse vuol dire rivelazione. L’Apocalisse non ci ha dato una rivelazione per dirci che finiremo tutti male. Non c’è scritto ed è questo quello che ci è stato spiegato. Ci è stato detto che se l’umanità continua su questa strada, finirà male. Ma Loro sono venuti a dirci: Non finirete male, ma non finirete male perché ci sarà un intervento dall’Alto. Perché quegli Angeli-Uomini disseminati su tutta la superficie della Terra, sono garanti con noi – ci hanno detto. E quindi la salvezza ci sarà. E più noi sentiremo che gli scienziati e le persone coscienziose verranno a dirci cose catastrofiche, più noi, come ci dicevano gli Angeli, alzeremo la testa verso il Cielo e vedremo sempre più vicina la salvezza. Vedremo sempre più vicino quel giorno grande del Signore, come lo chiama la Bibbia o come viene chiamato in altri testi, che diventa realtà.
Questo è sempre il contrasto che c’è tra i messaggi che ci arrivano dall’Alto e quelli che ci vengono da questo mondo che è pieno di promesse: tutti portano la giustizia, tutti portano il benessere. Se voi li ascoltate tutti, chi è che dice “io vi voglio male, vi voglio portare delle disgrazie”? Nessuno ve lo dice, dai vertici massimi alle basi. Tutti parlano di giustizia e danno la colpa agli altri: “Va male, ma la colpa non è la nostra; noi siamo quelli che vi portano le soluzioni…”, ma intanto le cose continuano ad andare sempre male.
Tutto prosegue come deve proseguire in questo mondo.
Allora non è il messaggio del Cielo quello negativo; Loro vengono ad avvertirci. Ci dicono come fa un buon papà e una mamma: “Se vai lì, ti scotti, ti fai male!”. Poi il figlio si ostina, si scotta e piange. Il genitore gli dice: “Hai visto? Ora ci starai attento!”.
Certo, la scottatura a cui andiamo incontro non è una scottatura piccola. È una scottatura pesante, ma ci è stato assicurato, ed è scritto, che la salvezza invece ci sarà. Ci chiedono di avere tanto coraggio, tanta pazienza, tanta bontà e di opporsi a tutto questo andazzo con le armi spirituali dell’Amore.

I messaggi dei grandi di questo mondo vengono indirizzati alle masse per dire loro che tutto andrà bene perché ci sono loro. Ma soprattutto vengono indirizzati a chi come loro detiene il potere, vengono indirizzati anzitutto a chi ha le leve del potere come loro.
Gli Angeli invece non fanno così. Sono forse venuti da me e da Tina perché eravamo persone di potere? Sono venuti da noi perché non avevamo nessuna leva di potere in mano. Perché sono Loro, è il Cielo che ha questo potere in senso buono. Loro hanno fatto un invito a dei testimoni che potessero parlare a tutti gli uomini di buona volontà, disposti ad ascoltare questo loro invito. Io non ho un mio invito da fare; che invito vi do io…
Gli inviti a operare con Loro, li possono dare solo Loro. Io e voi siamo dei canali, siamo solo dei portavoce, siamo dei mediatori, siamo dei collaboratori, questo sì che lo siamo, in senso spirituale. È stato chiaro sin dall’inizio che l’invito del Cielo è stato rivolto a tutti gli uomini di buona volontà.
“Tutti gli uomini di buona volontà…”, cosa vuol dire? Non vuol dire quelli che dicono belle parole e poi razzolano male. Gli uomini di buona volontà sono coloro che non sono perfetti; nessuno è perfetto. Ma in ciascuno di noi c’è una scelta di fondo, che fa la differenza. Io posso essere imperfetto, tu puoi essere imperfetto, lui o lei può essere imperfetto, ma c’è una scelta di fondo che non è verso il male. È una scelta di fondo verso l’Amore, verso la giustizia, verso la bontà, verso la compassione, verso la tenerezza, anche verso la fortezza intesa non come violenza, intesa come forza d’animo, forza dello spirito per combattere il male, di volere le cose buone, di sopportare. Ci vuole molta forza per sopportare certe cose in questo mondo, tanta pazienza. La pazienza è una forza sovrumana, in questo mondo. Ecco, questi sono gli uomini di buona volontà ed è su questo filone che voglio incentrare il nostro incontrarci di oggi.
Cosa possono fare queste persone? Ci hanno dato alcune coordinate fondamentali e poi da lì si può sviluppare un discorso che non finisce mai. Queste persone di buona volontà, in questo senso, sono persone che affrettano i tempi del cambiamento, affrettano quel giorno, quel cambiamento, il ritorno di Gesù Cristo sulle nubi del cielo. Affrettano il ritorno dell’Amore Universale e della giustizia, della bontà e di tutte queste cose. Affrettano questo cambiamento per il quale noi, in questo ultimo tempo, stiamo sopportando, offrendo noi stessi, giorno per giorno, momento per momento su un altare sempre più cruento.
Nell’Antico Testamento ammazzavano i capretti, gli agnelli, poverine queste bestiole. Qua invece il mondo ci ammazza tutti i giorni su questo altare e la nostra risposta non è quella che vogliamo ammazzare qualcun altro. La nostra risposta è di ricambiare il male con il bene, la violenza con l’Amore, e così via… Questo è un grande potere che è dato a tutti gli uomini di buona volontà. Affrettare i tempi affinché questa grande tribolazione sia il più breve possibile per il nuovo giorno.
Conosco persone che hanno deciso di non voler vedere più il telegiornale. Capisco…
Se da una parte ci sono questi uomini di buona volontà, che hanno questo compito - è un compito! -questi uomini di buona volontà non sono qui per caso e non sono persone che non sapevano cosa fare: “Non sapevamo cosa fare e ci siamo messi a fare gli uomini di buona volontà...”. No, non è questo. Queste persone non sono qua a caso. Potrei dire: non siamo qua a caso… Non ci stiamo dando delle arie, stiamo solo riconoscendoci in quello che vado dicendo.
Quindi da una parte c’è tutto un messaggio che, nello stesso momento che ci mette al corrente di rischi e pericoli molto gravi, che stiamo correndo in questo mondo, ci dice: “State sereni, state tranquilli, per quanto è possibile, perché la soluzione c’è; ve lo assicuriamo noi che possiamo rassicurarvi, che abbiamo questa possibilità di rassicurarvi”.
Dall’altra parte ci sono i messaggi che arrivano dal mondo e questi messaggi non sono proprio tranquillizzanti. A parte il fatto che andiamo per la strada e vediamo una violenza che, per essere bravi, chiamiamo maleducazione. È una violenza dilagante. I messaggi che arrivano da questo mondo sono sempre più spesso molto inquietanti.
Gli uomini di buona volontà, dei quali stiamo dicendo, sono coloro che soffrono per le ingiustizie fatte ai loro fratelli, provano una mortificazione e un’umiliazione quando vedono soffrire i loro fratelli. Soffriamo come se lo avessero fatto a noi. Credo che sia questo quello che sentiamo, quello che questi uomini di buona volontà sentono.
Vediamo crescere molta rabbia nelle persone, nervosismo, molto desiderio di vendetta più che di giustizia. C’è il rancore, c’è la rabbia a tutti i livelli e poi ci sono i messaggi delle grandi potenze impegnate a spendere capitali immensi, che potrebbero sfamare il mondo, nel costruire armi le più micidiali. Nella giungla di questo mondo, è il più forte, il più potente, il più prepotente, quello che vince.
Se uomini di buona volontà, di cui parlavamo, siamo, questo non può che arrivarci come una pugnalata: non c’è interesse per le persone sofferenti, non c’è interesse per le popolazioni affamate… ma guerre crudelissime, guerre di odio, di crudeltà inaudita. Vogliamo portare un messaggio positivo, ma non è possibile non dire, almeno accennare a queste cose. Le armi sempre più sofisticate, la guerra atomica, cibernetica… Con un tasto possono fare una distruzione di massa. Questi messaggi ci arrivano da questo mondo e non è fantascienza, sono notizie certe, vere e documentate.
Accanto a questo, sulla Terra c’è un esercito di persone che vanno a fare volontariato nei paesi dove ci sono le guerre, dove ci sono massacri inauditi, dove c’è un odio feroce, tra nazioni che dovrebbero aiutarsi e invece c’è la distruzione più accanita. In mezzo a questo, ci sono le persone che potrebbero starsene comodamente dove si trovano e che invece lasciano tutto e vanno in queste terre a prestare il loro servizio, rischiando la vita, dove non sai se la mattina dopo sarai ancora vivo. C’è questo amore, c’è questa spinta che noi chiamiamo “umanitaria”, ma questa è una spinta spirituale. È una spinta profondamente spirituale a superare i propri tornaconti, i propri comodi, il proprio benessere per andare ad aiutare. Sono tantissime oggi le persone che sono impegnate in questo. E vi sono persone che, pur rimanendo nei loro paesi, aiutano e suffragano queste persone bisognose.
Questo non dobbiamo neppure sottovalutarlo qui da noi. Perché la guerra c’è anche qua. La guerra c’è tutti i giorni qua. Con quante cose ogni giorno bisogna combattere, con quante persone piene di rabbia ogni giorno ci dobbiamo trovare, relazionare, quanti comportamenti… E allora questo volontariato sta dappertutto. Ovunque vi sono persone che credono totalmente nell’Amore, nella giustizia, nella bontà. Ovunque ci sono volontari. In questo mondo o ti fai travolgere dalla violenza o devi essere un volontario. Non ci sono vie di mezzo. Ci sono situazioni che a volte scatenano il peggio che è in noi. E qui facciamo le scelte: voglio essere in linea con la violenza di questo mondo o voglio essere uno dei volontari, uno dei tanti volontari che sono in giro per il mondo?
Ognuno di noi fa questa scelta. Nessuno è perfetto. Può succedere che quel giorno non ce la facciamo e allora il peggio di noi esce, ma negli uomini di buona volontà questo dispiace. Non ci sentiamo contenti. Non siamo a posto. Diciamo: “La prossima volta mi comporterò meglio”. Viene voglia di riparare questa lacuna, questa caduta. E questo fa rimanere i volontari, volontari, uomini di buona volontà.
Chi ha letto la Bibbia, Genesi, la Sacra Scrittura dice che prima del diluvio sulla Terra c’erano i figli di Dio e i figli degli uomini, mescolati. Siamo tutti figli di Dio, ma quando la Bibbia distingue tra figli di Dio e figli degli uomini, vuole dire solo che ci sono quelli che seguono le leggi dell’Amore Universale di Dio e ci sono quelli che seguono invece gli uomini di questo mondo, che fanno proprie le logiche degli uomini di questo mondo, le logiche di potere. Abbiamo parlato di grandi uomini di potere, delle potenze che governano il mondo. Questo in grande, ma anche nel piccolo è così. Se ti alzi la mattina e dici: “Oggi, chi incontro lo faccio nero”, sei come quegli uomini di potere, non sei diverso. Tutto questo produce una guerra. La guerra c’è. Però l’Apocalisse ci dice che la guerra scoppiò dapprima in cielo, fra gli Angeli fedeli alla legge d’Amore di Dio e gli angeli che si erano ribellati. E poi la Scrittura ci dice che questi angeli ribelli furono precipitati sulla Terra. Fecero un’alleanza fra loro e alcuni uomini, non tutti.
Questo ha portato la guerra anche qua. Qualcuno mi diceva che la storia è fatta di questi fatti negativi: Eva fa mangiare la mela ad Adamo, Caino uccide Abele e così via sino ad oggi. Sì, è vero, ma la storia non è fatta solo di questo. La storia è disseminata di persone che non hanno perso di vista la meta giusta, i valori giusti, la giusta spiritualità. Se così non fosse, saremmo già distrutti. Se non siamo distrutti è proprio perché c’è questa mescolanza.
Gli Angeli ce lo spiegavano e ci dicevano che in questo mondo ci sono persone terribili che volontariamente promuovono le guerre a scopi di potere e di dominio, volontariamente promuovono traffici di armi, di droghe e di tutto quello che possiamo immaginare e non immaginare. Ma ci sono anche presenti e messi in certi posti, dappertutto, quelli che Loro hanno chiamato “Angeli-Uomini”, questi figli di Dio, come li chiama la Bibbia, mescolati ai figli degli uomini. Se così non fosse, l’equilibrio di questo mondo sarebbe già saltato, non ci saremmo più qui, saremmo già arrivati alla distruzione totale.
Faccio riferimento alla Bibbia perché è il testo sul quale ci hanno maggiormente istruiti. Chi sono questi Angeli-Uomini? – come Loro li chiamano. Ci sono diverse diciture. Si dice anche che sono gli eletti. Gli eletti non sono quei prediletti attraverso i quali sono state fatte delle ingiustizie verso altri. Sono figli di Dio che hanno fatto una scelta nella direzione giusta. Questi eletti, questi figli di Dio, questi uomini di buona volontà – chiamiamoli come vogliamo – che hanno fatto la scelta giusta, pagano un prezzo molto caro in questo mondo. E allora dove sta questa ingiustizia degli eletti e dei non eletti? Non sta da nessuna parte perché Dio ama tutti, noi dal Cielo siamo tutti ugualmente amati, anche quelli che fanno le scelte non buone. Tutti siamo amati.
Lassù l’odio non c’è, la discriminazione non c’è, non ci sono i figli di serie A e di serie B, ma ci sono le scelte perché siamo liberi. Se ci togliessero la libertà, perderemmo la più grande dignità che abbiamo. Siamo liberi e gli eletti sono coloro che hanno deciso, costi quello che costi, di scegliere la strada dell’Amore, di scegliere la strada maestra, quella che darà buoni frutti. Li dà già, se la mettiamo in atto, però questi che Dio si è scelti – sono tutte diciture della Sacra Scrittura – questi eletti, questi uomini di buona volontà, sono persone che per mantenere la loro scelta pagano molto caro.
Addirittura l’Apocalisse parla di “martiri”. Oggi c’è una strage di cristiani nel mondo che fa paura. Anche questo fa parte delle profezie. I martiri non sono solo quelli ai quali tagliano la testa, li fucilano o altro. Il martirio non è solo questo. Il martirio è anche tutti i giorni quando ti alzi e devi combattere… Con chi? Forse comincia già in famiglia, in alcuni casi. In altri casi col vicino di casa o con i coinquilini del palazzo o sul posto di lavoro, per strada o… la mia fantasia si ferma qui, ma il campo è molto vasto. Tu ogni giorno, ogni momento, devi combattere per mantenere la tua scelta.
In certi momenti è più facile dire: “Mi hai messo due dita negli occhi e io te ne metto quattro!”. E così risolviamo il problema. Purtroppo, in questo mondo, in molti casi, sta diventando più facile fare il male che fare il bene. Fare del bene a certe persone è difficile e noi siamo continuamente posti di fronte a questa scelta. Lo facciamo giorno per giorno, momento per momento. Per questo la Scrittura dice: “Chi persevera sino alla fine è salvo!”.
Su questa perseveranza ci sono state date anche delle garanzie. Mi piace sempre molto parlarne perché non dobbiamo mai sgomentarci. Voglio mettere l’accento su quello che vi ho accennato prima.
A me dicevano: “Vedi come gli uomini di questo mondo si danno molto da fare? Si danno da fare per accrescere il loro potere, per fare le loro scalate, per avere tanti soldi, per raggiungere tutti quei vantaggi umani che fanno parte dell’umanità, del nostro essere umani”. E dicevano: “Chi ha una coscienza di essere un operatore di pace, un operatore spirituale, è in una missione; tutti siete in missione se credete nell’Amore, nella bontà e nella giustizia. Questi uomini di buona volontà, perché non prendono l’esempio dagli uomini del mondo, anche se questi non operano in maniera giusta?”.
Se il mondo si dà tanto da fare per portare avanti progetti che non sono sempre così rifulgenti, perché i figli dell’Amore, gli eletti, coloro che hanno scelto la strada spiritualmente giusta, non acquisiscono una coscienza di impegno?
Impegno non vuol dire che dobbiamo andare per le strade a fermare le persone… oggi ci vuole molta prudenza. La prudenza resta sempre e comunque un grande invito da parte del Cielo. Quando facciamo il bene, dobbiamo farlo sempre con prudenza, con discernimento perché non tutti capiscono che voi state facendo loro del bene. Qualcuno anzi si può indispettire.
L’impegno parte da dentro di noi, parte dalla nostra coscienza, parte da una consapevolezza di chi siamo, del fatto che non siamo a caso in questo mondo, del fatto che nessuno di noi si trova a caso dove si trova. Qua entriamo in un discorso sul quale è stato messo grandemente l’accento da Loro, che io quindi voglio seguire ed essere testimone della loro voce.
C’è questa scarsa coscienza, che non è solo frutto di un certo avvilimento, di una certa mortificazione, di una certa umiliazione di dover vivere in un mondo che non riconosce e va in senso contrario a questi valori che avete dentro. Non è solo questo. C’è tutto un indottrinamento sbagliato da parte di guide e maestri spirituali che ne sono imbevuti. Non si dà importanza a cose che sono importanti. Spesso si dà importanza a cose formali, a cose anche giuste ma formali, che non sono proprio la sostanza, l’essenza di quello che noi portiamo avanti. Si dà una scarsa coscienza, si dà un’umiltà falsa, sbagliata, e certi maestri, quando i discepoli li superano, tagliano loro le gambe perché i maestri sono loro.
Questa è una catechesi, esplicita o sottintesa, molto e molto diffusa, che ha un effetto grandemente negativo. Gli effetti negativi li ho visti in tutti questi anni in persone che mi dicono: “Tu hai detto bene, bello quello che dici, ma chi sono io…, che faccio io…, io sono una povera donnetta che bado ai figli e ai nipoti…, io sono un operaio, la sera arrivo a casa stanco morto e, se riesco a guardare il telegiornale, è già tanto, poi mi butto a letto per dormire per poi ricominciare a lavorare perché ho una famiglia da mantenere”. C’è questa che io chiamo “umiliazione”, questa perdita di valori, questa coscienza ferita, annientata da una mentalità formale, superficiale e dannosissima, contro la verità delle cose.
Questo è un discorso importante: noi tutti abbiamo questa coscienza. Non è diverso chi parla e viaggia come sto facendo io da chi fa la sua vita nella sua famiglia o altro. Altrimenti facciamo dei discorsi nella logica di questo mondo. Se noi facciamo un discorso spirituale e abbiamo una coscienza di ordine spirituale, di un ordine più profondo, che ha degli effetti molto grandi anche sulla nostra vita pratica, non possiamo entrare in queste umiliazioni di tipo formale. Non possiamo entrare in questo.
Anche da alcuni pulpiti di chi predica e vuole portare al bene, non parlo solo di alcune chiese, c’è questo tono sbagliato. Non sto facendo generalizzazioni, ma spesso è così.
Anche in alcuni casi che vorrei dire migliori di altri, c’è sempre poco impegno a dare una coscienza della missione di ciascuno. Lo dicevano gli Angeli, non me lo sono inventato io. La missione di ognuno, di dove si trova e chiunque sia. Non si possono valutare queste cose dalle esteriorità. Anche una persona semplice che non è nulla e nessuno agli occhi di questo mondo, che vive quasi nascosta nel senso che non va oltre la propria famiglia, la propria cerchia di contatti, se questa persona ha una grande coscienza spirituale, è una grande persona, è un grande missionario, è una persona che con Dio e con tutto il Cielo sta preparando il grande giorno che non è molto lontano.
Che in questo mondo non andremo avanti all’infinito, questo è sicuro. Forse dobbiamo cambiare mentalità, uscire dalle false umiltà: “Io non sono degno…”. Ma chi è degno? Chi di noi è così perfetto da essere degno? Credo che nessuno di noi alzerà la mano… Mettiamo da parte queste false umiltà.
La Madonna ci diceva: “Quando voi dite: «Non sono degno»”, vi mettete da una parte da soli, vi volete togliere, disimpegnare, non volete assumere le responsabilità della vostra missione, di quello che siete e siete stati chiamati a fare. “Io non sono degno” vuol dire “io non faccio niente, ma sono giustificato”.
“Io non sono degno, che volete da me?”.
Se voi invitate una persona che amate a pranzo, a una festa in casa vostra e ci tenete tanto, e questa persona vi risponde: “Io non sono degno e non vengo!”, si mette da una parte da solo. Molto più onesto sarebbe che dicesse: “Non ne ho voglia, lasciatemi in pace, voglio fare la mia strada…”. Sarebbe molto più onesto che non queste false umiltà. L’umiltà è necessaria perché nessuno di noi è perfetto. Umili è giusto esserlo, ma non con quelle false umiltà che disimpegnano, quelle che ti fanno sentire a posto se non fai niente. Questo è molto importante.
Da una parte ci sono i santi, i martiri, gli eroi… e da quest’altra parte c’è tutto questo popolo… È terribile, ma è così! Saremo un numero in questo mondo, ma per Lassù nessuno di noi è un numero. Siamo ognuno una persona. La Sacra Scrittura dice che siamo stati chiamati tutti per nome, ognuno per il suo nome. Lassù siamo un popolo, ma in questo popolo ci sono tante persone che Loro conoscono e chiamano per nome, rispettando ognuno e chiamando ognuno. Noi siamo vasi comunicanti, nessuno di noi è isolato.
Perché ci devono essere i santi? Sì, ci sono delle persone che sono state molto virtuose, hanno fatto cose veramente meravigliose e che sono state prese come esempio. Su questo ci siamo, certo! C’è chi ha grande devozione verso Padre Pio, verso altri santi e questo è giusto. Ma non è giusto se, alla luce di queste persone che vengono poste come esempio, noi ci sentiamo niente. Non è così. Assolutamente non è così. Teresa d’Avila, che era una grandissima mistica, diceva: Se voi non puntate nella vostra spiritualità, nell’amore, al 100%, voi siete in una falsa umiltà. Diceva la verità; è così!
Più noi saremo consapevoli di chi siamo e del perché siamo qua, più saremo incentivati a darci da fare come fanno quelli del mondo nelle cose talvolta anche sbagliate, saremo incentivati a fare delle cose buone. Non è che potremo arringare il mondo, ma quel gesto d’amore che tu fai durante il giorno, quel gesto di bontà, quella rinuncia al rancore lo puoi fare ed è più di un’arringa; puoi abbracciare il perdono e, siccome nessuno di noi è perfetto, noi sappiamo che dobbiamo essere perdonati per primi…, e quindi è giusto che perdoniamo gli altri.
“Rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori”… Il “Padre nostro” viene detto, ma poi i fatti spesso non collimano. È tutto questo che costruisce, è tutto questo che fa sì che noi stiamo nel centro della nostra missione. Questo ci fa sentire meglio; ci fa sentire bene; ci fa sentire gratificati; ci fa sentire al nostro posto. Ci aiuta. Lo vediamo spesso.
Le religioni hanno distinto i sacerdoti dal popolo, i pontefici dal popolo. Siamo tutti pontefici e siamo tutti sacerdoti in un senso spirituale. Sacerdote vuol dire amministratore delle cose sacre, di tutti i doni della creazione che ci sono stati dati. Nella misura in cui amministriamo l’Amore, amministriamo la giustizia, amministriamo tutto quello che ci richiede la nostra missione, perché non ci dobbiamo sentire sacerdoti? Questo nostro amministrare non va solo a nostro beneficio personale; va a beneficio della nostra famiglia, delle persone che ci sono legate e chissà di quante altre persone che neppure conosciamo, essendo noi tutti vasi comunicanti.
Questo va con il pieno riconoscimento del sacerdozio ministeriale e istituzionale che noi rispettiamo e riconosciamo pienamente. Sto parlando di una realtà spirituale.
Di qua ci sono i profeti e di là c’è il popolo. Cosa vuol dire essere profeti? Vuol dire sapere leggere la Rivelazione, sapere leggere le profezie, sapere leggere i segni dei tempi, sapere leggere i segni di quello che questo mondo sta vivendo, i segni della nostra vita personale e intorno a noi. Questo è essere profeti.
Profetare vuol dire parlare nel nome di Dio. Quando noi pensiamo, leggiamo, approfondiamo, riflettiamo e parliamo nel nome di Dio, noi siamo profeti. Ma non possiamo parlare nel nome di Dio se parliamo in maniera ingiusta, non amorevole… E allora perché non coltivare una coscienza profetica? Tutti siamo sacerdoti e profeti spiritualmente parlando.
Siamo figli di Dio? Se i nostri genitori sono principi, i figli sono principi. Se i nostri genitori sono molto ricchi, i figli sono ricchi. Il nostro Dio è il Grande Sacerdote perché Lui amministra tutto e noi siamo i figli di Dio e siamo sacerdoti e amministriamo tutto. E siamo profeti perché le profezie vengono da là. Noi amministriamo, approfondiamo, facciamo nostre, leggiamo le profezie: siamo profeti!
Ecco allora che questa coscienza nuova, dico nuova ma non è nuova perché è vecchia come il mondo, è sepolta, è continuamente calpestata, continuamente messa sotto la cenere, come fuoco che ha tutta la cenere sopra…
Noi dobbiamo veramente chiedere luce, chiedere allo Spirito di Dio che entri in noi profondamente e ci faccia sentire e vivere queste realtà che ci appartengono, che fanno parte di noi. Non ci lasciamo seppellire queste bellissime cose, non ci facciamo seppellire la nostra missione, la grandezza, la dignità e l’unicità della nostra missione, della nostra presenza di discesi in questo mondo per il grande giorno, per i nostri sensi di colpa!
Guardate che il mondo ci fa sempre sentire in colpa; siamo sempre sbagliati per quelli che ci fanno sempre sentire in colpa. Per certe persone religiose, se tu non ti senti in colpa non stai camminando verso Dio. Se non ti senti un essere in colpa, non sei umile, sei presuntuoso. Ma voi - bisognerebbe dire loro - chi vi credete di essere? Bisognerebbe dire che siamo tutti sulla stessa barca, non importa se tu hai un’investitura o un abito…
E poi non è questa la Sacra Scrittura! Non sono queste le sacre Scritture! Non è questa la profezia, non è questo il concetto di sacerdozio, assolutamente! Tutte le profezie che parlano del regno di Dio, non parlano in questi termini, anzi, anche le profezie che parlano di Gesù Cristo glorioso, Re dei re, dicono che noi regneremo con Cristo. Non dicono che saremo gli schiavi di Cristo, che saremo sottomessi a Lui, nel suo regno, come si fa in questo mondo. Se in questo mondo non stai con la testa bassa, te la tagliano subito. E te la tagliano in vari modi anche abbastanza sofisticati.
Il regno di Dio non è così, non è questo assolutamente. È scritto che noi siamo figli di Dio. Siamo figli del re, siamo principi, siamo re. E dobbiamo regnare. Regnare vuol dire essere sacerdoti, amministratori di tutti i doni della vita, della creazione, di tutto quello che Dio ci ha dato, di qua e di là. Perché non vengono valutate a sufficienza queste cose? Perché spesso si fa un discorso di forma.
Volete soggiogare un vostro vicino, un vostro familiare, una persona, chiunque? Non andate mai alla sostanza delle cose altrimenti quello vi dirà: “Ma cosa mi stai raccontando?”. Andate sulle regole, sulle forme, sulle apparenze, sulla superficie delle cose. E, se una persona non è veramente illuminata, bene che vada, alla fine ne esce confusa. E voi cercate di sottometterla.
Questo è tutto sbagliato, è condannato. Voi avete letto il Vangelo e avete letto perché è stato messo in croce Gesù Cristo. Lo hanno messo in croce perché lottava contro la superficialità, contro le forme, contro la violenza delle regole che imponevano, da parte di pochi a tanti del popolo, pesi che neanche loro portavano e cose che neanche loro facevano, ma era il mezzo per tenere tutti soggiogati.
Gesù Cristo ha detto loro: “No, non va bene così. Siete voi dei sepolcri imbiancati; il bicchiere è bello pulito fuori, ma dentro è sporco”. Lo hanno ammazzato. E hanno ammazzato tante e tante altre persone. Ma come sono state ammazzate e come veniamo ammazzati senza che ci facciano la pelle fisicamente? Qualche volta, se lo facessero, ci farebbero anche un favore.
Ci sono tanti modi per ammazzare. Questo può avvenire in famiglia, nella società, sui posti di lavoro, avviene a tutti i livelli. È una persecuzione. Pietro nelle sue Lettere scrive: Siate forti nella persecuzione di questo mondo! La persecuzione… Persecuzione a tutti i livelli, anche a quello morale che è il più sottile, quello più difficile da controllare.
Noi allo Spirito di Dio dobbiamo chiedere il discernimento, di vederci chiaro perché in questo mondo c’è tutto un gioco per annebbiarci. Tu ti alzi la mattina e dici: “Hanno ragione loro o ho ragione io?”.
Ci passi le ore, ma non lo risolvi perché le armi che il mondo usa sono molto sofisticate. Obbedire alle leggi è giusto. Altrimenti ci sarebbe una vera anarchia. Nessuno ci può dire: “Disobbedisci alle leggi. Fai come ti pare”. Fare questo non è giusto. Noi stiamo parlando di un’intelligenza di ordine spirituale, di un’intelligenza che viene dal cuore, anche se facciamo degli esempi pratici ed empirici. Un’intelligenza che ci viene dallo Spirito di Dio che è in noi. Ci viene dal Cielo, ci viene dai nostri Angeli. Viene anche tra di noi che siamo vasi comunicanti, se camminiamo tutti in questo Amore.
Chiediamolo questo discernimento. Ho detto che non è facile, non è per niente facile. I cammini spirituali li riconoscete se sono autentici quando portano alla “libertà” interiore che è la premessa a quella esteriore. Da tutti i cammini spirituali che vi condizionano, che vi impongono regole e cose, dovete stare in guardia. Forse c’è qualcosa che non va. A me piace molto quello che Gesù ha detto nel Vangelo di Giovanni: “Il Figlio dell’uomo è venuto a farvi liberi. Liberi davvero!”.
È una lezione difficile la libertà in questo mondo. Credo che una parte importante del messaggio che ci è venuto dal Cielo è proprio questo: tutti coloro che si trovano in questo mondo, che hanno una coscienza dell’Amore, della giustizia, della bontà, della tenerezza, della forza dello Spirito, e di tutti quei doni che sono alla base e fanno parte dell’Amore Universale, tutte queste persone devono prendere chiaramente coscienza di chi sono, del perché stanno in questo mondo, di cosa sono venuti a fare in questo mondo. Non siamo venuti solo per lavorare, sgobbare, ammazzarci in famiglia, ammazzarci sul posto di lavoro, essere schiacciati da un capo. No, non siamo venuti per questo. Possiamo sopportare tutto questo con una coscienza di missionari discesi, di coloro che vogliono, costi quello che costi, camminare nell’Amore e abbattere l’odio con l’Amore, come diceva Francesco d’Assisi: Dove è l’odio, che io porti l’amore, dove è il rancore che io porti il perdono… e così via.
È possibile e, se anche qualche volta ci succede che non possiamo essere fedeli e ligi a questo progetto, non vuol dire che non siamo più missionari. Magari ci serve per essere ancora più umili. Se va tutto bene e è tutto perfetto, una persona si può anche montare la testa e guardare agli altri dicendo: “Io sì che sono spirituale! Gli altri non capiscono niente!”.
Questo è il giudizio che è il peggiore dei mali, la presunzione e la superbia. Essere imperfetti ci aiuta ad essere anche un po’ più tranquilli, più umili, a capire di più i limiti degli altri. Quando una persona è passata attraverso le cose, le capisce di più con gli altri. Questo non guasta niente, anzi… Il dispiacere che proviamo quando le nostre cose non sono proprio in ordine con la nostra coscienza, quel dispiacere noi lo possiamo offrire al Cielo, offrire a Dio e Dio lo accoglie come una nostra buona volontà di migliorare. Fa parte della nostra missione. Non farsi prendere dal senso di colpa.
Il perfezionismo non va bene. Forse qualcuno è più perfetto formalmente ed esteriormente, ma pieno di presunzione. Altri sono forse meno perfetti formalmente ed esteriormente, ma più umili.
I dottori della legge, i farisei osservavano la legge perfettamente, pagavano le decime. Gesù ha raccontato delle parabole molto significative. La parabola del buon samaritano. I Samaritani erano quelli che non osservavano la legge, non andavano al tempio a pregare, erano lo scarto della religione ebraica. Gesù racconta di un poveretto che viene derubato, bastonato e lasciato mezzo morto in mezzo alla strada. Passa il sacerdote che va al tempio e dice che lui deve andare al tempio, deve andare a pregare Dio, lui paga le decime ed è già a posto… Lo lascia lì mezzo morto. Il samaritano, l’eretico, il peccatore, invece, pieno di compassione, si ferma, lo soccorre, lo prende, lo porta al più vicino albergo a sue spese e dice: “Questo uomo tenetelo a spese mie finché non sarà risanato”.
La domanda di Gesù è chiara, dice: “Chi è dei due che ha agito nell’amore, che ha agito nel bene?”. Non certo questo sacerdote che, pieno della sua presunzione va al tempio e lascia quel poverino a morire lì, come se questo non fosse un suo fratello e non fosse amato da quel Dio che andava a venerare nel tempio con tanta ipocrisia.
Sono tutti esempi che ci devono confortare, ci devono confortare. Guai a lasciarsi prendere dai sensi di colpa, guai a lasciarsi prendere da una falsa umiltà, dall’avvilimento “io non sono degno”. Siamo degni perché siamo tutti in Dio, siamo tutti figli di Dio, tutti destinati a regnare con Lui, e in questo mondo ci siamo venuti per una missione. Altrimenti non saremmo qua. Saremmo da qualche altra parte. E se siamo qua, cerchiamo di capire perché siamo qua, e cosa siamo chiamati a testimoniare qua.

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