Le Vie dello Spirito

002 – Le vie dello Spirito – Febbraio 2019

Le ottiche dello Spirito (di Michela Antinucci)

Carissimi amici e fratelli,
riflettevo nei giorni scorsi sui diversi percorsi che possono aver caratterizzato la ricerca e la crescita spirituale di ciascuno di noi e sulla pazienza e gradualità con cui gli Angeli ci hanno condotto e ci conducono passo passo.
Se ci ritroviamo qui a voler approfondire i contenuti del libro “Angeli in astronave”, vuol dire che crediamo nella esperienza fatta da Giorgio e dai suoi amici, crediamo nell’esistenza dei Fratelli Extraterrestri e di una dimensione che va oltre quella fisica e quella animica.
Ma il libro ci rivela e chiarisce anche che i Fratelli Extraterrestri che hanno contattato Giorgio sono gli Angeli e provengono da una dimensione spirituale. Con gli Angeli vi erano anche dei fratelli un tempo vissuti sulla Terra e altrove. Ci si aprono così nuovi orizzonti e nuove riflessioni sulle dimensioni della Creazione, fisica, animica e spirituale, appunto.
Gli Angeli ci insegnano che lo spirito “ha la capacità di vivere nello sconfinato Spazio oltre la Barriera Celeste”.
Al capitolo 12 del libro “Angeli in astronave”, dal titolo “A bordo dell’astronave”, leggiamo che Firkon spiega: “I Fratelli dello Spazio, quali noi siamo, sono coloro che hanno già realizzato il corpo spirituale e quindi normalmente soggiornano nei meravigliosi mondi della Luce nello Spazio ultracosmico. I Fratelli dello Spazio, quelli che le Scritture chiamano spesso Angeli o il Signore, possono intraprendere viaggi nelle dimensioni cosmiche…”.
E ancora, al capitolo 13, dal titolo “Sosta nello spazio”, essi si definiscono “gli Angeli consolatori di chi subisce” e parlano del Padre che li ha inviati sulla Terra per una grande missione di salvezza. Essi fanno frequenti richiami alle Scritture e a Gesù Cristo quale Signore dello Spazio (vedi, ad esempio, alle pagine 124 e 126). Viene poi narrato dell’incontro con Gesù, il buon Pastore (vedi a pagina 150) che racconta e spiega il meraviglioso Piano Divino di salvezza per gli uomini ribelli; Gesù parla del Padre, della Madre e di tutti i Figli della Fratellanza Universale che operano in attesa del ritorno sulla Terra dell’universale comunione d’Amore e di Pace.
È evidente che il libro è un primo passo verso una apertura ai mondi dello spirito ed alle realtà ultra-fisiche, ma nell’approfondire le parole del testo non possiamo non riconoscere che questi Esseri sono quegli Angeli dell’Eden, da sempre al servizio della Trinità Divina, che ci amano di un amore squisito, che ci consolano, proteggono, consigliano, ascoltano ed operano incessantemente per la Creazione.
Ed è altrettanto evidente che il Padre di cui si parla è Dio Padre, Giusto e Misericordioso, addolorato per le scelte di alcuni suoi figli, il quale ha tessuto una trama sapiente per portarli alla salvezza e alla resurrezione, finanche sacrificando Suo Figlio Gesù, il Salvatore.
Così come non possiamo non riconoscere che la Donna Sublime, la Signora dello Spazio, Colei che sostiene, accompagna e corona con la sua bellezza e delicatezza (vedi a pagina 150) Gesù nel capitolo 15, dal titolo “Su un pianeta meraviglioso”, è la Madre, la Madonna, Regina della Preghiera, della Pace e della Vittoria, che ci esorta alla preghiera fervente per questo ultimo tempo previsto da millenni e intercede per noi con la sua sapienza, tenerezza e fermezza. Ella ci ribadisce che la preghiera è un mezzo per ottenere salvezza (vedi a pagina 92) e che possiamo pregare come vogliamo, basta farlo con semplicità e bontà.
Se davvero desideriamo comprendere sempre più queste realtà dello spirito ed accostarci sempre più a questi Esseri, occorre dar loro il giusto connotato, giusto nel senso di coerente con la rivelazione data dagli stessi e contenuta nel libro “Angeli in astronave”, se ci crediamo davvero.
È importante, quindi, iniziare a credere che l’unico vero maestro della Creazione è Gesù e che le realtà che si sono manifestate agli occhi di Giorgio, di Tina e dei suoi amici, sono quelle della Trinità Divina e delle sue schiere angeliche, pur con diversi nomi e pur attraverso forme cosiddette cosmiche, quali le astronavi.
Di certo nessuno di Loro aveva bisogno delle astronavi per manifestarsi a Giorgio e agli altri, ma Essi si sono adeguati alla dimensione dei fratelli visitati ed anche gli insegnamenti dati sono in linea con un linguaggio comprensibile ai fratelli visitati.
Non dimentichiamo poi che il libro è stato edito negli anni ’80, con non poche difficoltà, per quei tempi, nell’affrontare temi che oggi già ci sembrano molto meno scottanti e più familiari.
Oggi possiamo accogliere e capire maggiormente le forme cosmiche con le quali sono stati visitati Giorgio e i suoi amici e il linguaggio utilizzato nel libro e possiamo riconoscere con chiarezza le figure protagoniste di quelle manifestazioni.
Se non partiamo da questa base comune di lettura, ci resta difficile approfondire i contenuti delle rivelazioni che abbiamo letto e possiamo facilmente cadere ancora nella confusione.
L’esperienza narrata ci porta a scoprire i mondi dello spirito, la Fraternità che è un qualcosa di più profondo, ampio e forte della Fratellanza, l’unione mistica con Dio, con la Madonna, con Gesù; è un invito a vivere e testimoniare l’Amore, il calore dello Spirito, a vivere e testimoniare il Disegno di Salvezza operante per consentire a Gesù di fare nuove tutte le cose, è un invito ad aprire gli occhi sulle rivelazioni profetiche delle Scritture, sempre attuali.
Al Profeta Ezechiele, nella Bibbia, il Signore mostra la sua gloria cosmica, la grande nube, il carro di fuoco o astronave celeste, con i suoi quattro Angeli o Esseri Viventi. Ezechiele accoglie con amore e stupore la manifestazione del Signore nelle forme cosmiche e così, alla luce di questa accoglienza, la voce di Dio gli parla, lo ammaestra e consente allo Spirito Santo di entrare in lui.
Possiamo leggere ed immaginare i Dischi e le Astronavi come delle Case di Luce, come dimore dello Spirito, al pari delle forme spaziali che Ezechiele nella Bibbia chiama “nube”, “essere vivente”, “carro di fuoco” o “turbine”.
Anche noi, come Ezechiele, possiamo scegliere di volere ascoltare la chiamata di Gesù e gli insegnamenti suoi e delle sue schiere celesti, accedendo ad un’ottica spirituale sempre più cosciente e lasciandoci pervadere dallo Spirito Santo.
Se accogliamo questa chiamata divina ed iniziamo a parlare questa nuova lingua spirituale, entreremo sempre più nelle ottiche dello Spirito e comprenderemo meglio tutto quanto ci accade in questa realtà fisica e quanto va accadendo nella realtà animica (o cosmica) fino a quella spirituale, dando modo a Gesù di compiere in noi quel salto di qualità che, sono certa, tutti noi aneliamo fare.
Sono convinta che ciascuno di noi ha avuto il proprio contatto col Cielo, la propria chiamata, altrimenti non saremmo qui a scriverci e a dialogare. Le risposte che mi sono arrivate da alcuni di voi, dopo la pubblicazione del primo scritto, ne sono prova tangibile. Si tratta ora di dare una collocazione a questa chiamata ed alla missione che ad essa è collegata, di scegliere di rispondere “si” con amore e stupore, come Ezechiele, entrando sempre più profondamente nella rivelazione e negli ammaestramenti che Dio Padre ci ha dato con Gesù, con la Madre, gli Arcangeli, i Profeti e con le schiere degli Angeli, nel Fuoco d’amore dello Spirito Santo.
Vi abbraccio con amore.
Michela